Lavoro, giovani e opportunità
in atto una crisi di rappresentazione, oltre che di rappresentanza, del lavoro.
Sui dati relativi all’occupazione il dibattito è acceso: i numeri in senso assoluto trascurano molti aspetti, come la qualità del lavoro, la sua precarietà e individualizzazione, oltre che il problema fondamentale dei salari bassi e inadeguati al costo della vita.
La disoccupazione viene spesso narrata sui media come esito di un fallimento individuale, e non solo: spesso esaurisce in sé tutto il discorso relativo al lavoro. Invece, non si parla ancora abbastanza di come per molti giovani il lavoro coincida con un percorso a ostacoli: incertezza, retribuzioni basse, debole alleanza intergenerazionale, tutto questo ha abituato un’intera generazione a un senso diffuso di precarietà.
Il buon giornalismo non può trascurare questo aspetto. Oltre agli orrori delle morti sul lavoro, dei NEET e della disoccupazione, c’è un mercato del lavoro strutturalmente deficitario. Comprenderne il funzionamento è fondamentale per capire anche perché, rispetto al lavoro, le nuove generazioni provano un senso di instabilità e disillusione: non è pigrizia, è sopravvivenza.
Presentato da Fondazione Giangiacomo Feltrinelli.
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