Consenso e parità di genere
Esistono parole giuste per parlare della violenza di genere? Il discorso pubblico si riaccende in concomitanza di eventi drammatici, spesso con un lessico improprio e con il risultato di trasformare il racconto dei femminicidi nella colpevolizzazione delle vittime, o doppia vittimizzazione.Ma l’inquinamento del dibattito pubblico è quotidiano e passa sempre più attraverso gli spazi digitali: di leadership al femminile si parla spesso con lessico denigratorio e sminuente; la cosiddetta “manosfera” diffonde misoginia, vittimismo maschile e modelli di mascolinità, raggiungendo anche un pubblico molto giovane. La violenza non resta fuori dallo schermo: molestie, minacce, campagne d’odio, diffusione non consensuale di immagini intime e manipolazione dei corpi attraverso l’intelligenza artificiale ne amplificano la portata.
Se le parole, i meme e i codici apparentemente innocui possono diventare strumenti di appartenenza e veicolo di ideologie misogine, contribuendo alla normalizzazione della violenza, come possiamo agire per una migliore ecologia dello spazio digitale?
Presentato da Fondazione Giangiacomo Feltrinelli.
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