


TEMPORALE a lesbian tragedy
di Silvia Calderoni e Ilenia Caleo
con Silvia Calderoni, Ilenia Caleo, Ondina Quadri, Alexia Sarantopoulou
atmosfere sonore Martina Ruggeri
Sonetti della Disperazione di Ilenia Caleo, ispirati da La forma delle nuvole di J. W. Goethe
traduzione Paola Bono
consulenza organizzativa Elisa Bartolucci
residenze: PARC Firenze; BASE Milano; Residenza Centrale Fies, con il sostegno di Passo Nord; Atelier Sì - Bologna, Lavanderia a Vapore Torino, Istituto di Cultura italiano, Paris; in collaborazione con AMAT e Comune di Pesaro per RAM - Residenze Artistiche Marchigiane
co-produzioni: VIELNURVIEL (Ghent); Motus Vague; Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale
grazie a: Alessandra Indolfi, Roberta Indolfi, Paola Granato, Eva Bruno, Vilma Carlini, Ulisse Poggioni
temporale
{a lesbian tragedy}
«Lo studio della meteorologia, come molte altre cose, porta solo alla disperazione». Goethe, 1829.
temporale: a proposito del tempo, storico o cronologico; nella meteorologia indica un tempo cattivo, una perturbazione atmosferica violenta.
temporale tocca l’inquietudine del tempo presente. Uno spazio si carica di angoscia. Stupore, ridere a crepapelle. Malinconia, interni densi di noia, sconforto, la desolazione di ambienti naturali, foreste perdute, una lenta polverizzazione del mondo. Le emozioni non sono che movimenti, atmosfere climatiche ad alta intensità, molto agitate. Per dire come stiamo, sotto la pelle, bisogna scrivere con le nuvole e le materie gassose. Il dentro è fuori, il fuori è dentro.
«Nuvola: aggregato di micro-goccioline in sospensione. Le gocce sono il risultato di una condensazione attorno a una particella. Senza particella – senza “impurità” – la condensazione non avviene. Una nuvola non va considerata solo come acqua allo stato di vapore, di rugiada, ma come un insieme complesso, impuro e informato». Clement, 2005.
La drammaturgia si compone di meteorologie, di stati affettivi che attivano cambi climatici e viceversa, di atmosfere intese come sentimenti spazializzati. La realtà è rotta. Corpi che si accasciano, vanno a pezzi, tremolanti, umori condensati, presenze gelatinose e appiccicose che creano continui glitch, disturbi-turbamenti-perturbazioni.
Una via l’altra, si susseguono le backrooms, ambienti saturi di colore giallo, moquette umida, carta da parati e luci al neon intermittenti – una narrazione collettiva e aperta generata dall^ utenti della rete. Immagini sbagliate, quasi-luoghi che non esistono eppure, ci ricordano qualcosa. In queste stanze gialle ripetute all’infinito, che si estendono per seicento milioni di miglia quadrate, qualcosa è accaduto, ma non sappiamo cosa. Si avverte un pungente senso di spaesamento, di non-familiare, come entrare nel retro del mondo.
Dai Sonetti della Disperazione arrivano i bollettini meteo delle nostre perturbazioni. Del resto, a lesbian tragedy.
Presentato da Angelo Mai.
Questo è un evento 18+
04:00 PM- 06:00 PM