


Lucia Joyce, figlia di James Joyce, fu ballerina rivoluzionaria e tra le prime interpreti europee dell'idea di performance come la intendiamo oggi. A ventotto anni la sua famiglia la fa internare. In una casa non c'era spazio per più di un artista.
Dal sanatorio, Lucia continua a creare: dipinti, poesie, coreografie documentate. Tutto viene distrutto dalla famiglia. Sopravvive solo un diario — immagini oniriche, scrittura fratturata — che diventa una delle testimonianze più crude sulla condizione femminile negli istituti psichiatrici degli anni Trenta.
Lucia è il proseguimento del cortometraggio Lucia, luce mia diretto da Maria Benz. In scena, il corpo dell'interprete segue dal vivo la partitura ritmica del proprio respiro e del proprio battito cardiaco: una drammaturgia sonora che nasce dall'interno, là dove la parola è stata tolta.
1934\. Giorno di visita. Nel sanatorio di Küsnacht, Lucia aspetta suo padre. È carica di aspettative. Lui non arriverà come lei lo immagina.
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